Sporcizia, gabbie, dolore. Tutto per la tua pelliccia
La condizione degli animali da pelliccia, in Cina e in numerosissime altre parti del mondo, è un orrore difficile da descrivere. Ma bisogna parlarne.
by redazionepets | Dossier
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Mentre molti di noi esseri umani, in un modo o nell’altro, hanno la possibilità - spesso dimenticata - di celebrare la libertà, ogni giorno, vi sono animali non-umani che vivono la loro miserevole vita in modo del tutto diverso.
Prediamoci qualche minuto, qualcuno soltanto, per riflettere sulla qualità della vita degli animali da pelliccia. L’unica libertà che questi esseri viventi possono sperimentare è quella della morte, che li strappi da un’esistenza fatta di tormenti e abusi.
Ogni giorno, milioni di creature senzienti - inclusi cani, gatti, volpi, conigli, e molte altre - soffrono nell’industria delle pellicce e nei mercati animali in Estremo Oriente e in numerose altre parti del pianeta.
Passano la vita in gabbie luride, guardando il mondo tra le sbarre, e attendono una morte dolorosissima in modo che la loro pelle possa essere utilizzata nell’industria dell’abbigliamento.
La pelliccia di coniglio, ultimamente, è persino tornata in voga nelle collezioni di numerosi stilisti. Una di loro è Donna Karan, un altro è Giorgio Armani. Ciascuno di questi artisti non vuole che si sappia nulla a proposito del livello di crudeltà che gli animali sono costretti a sopportare solo perché qualcuno possa avere il suo bel collo di pelliccia.
La verità che viene taciuta troppo spesso è che i conigli vengono “prodotti” appositamente in Cina e in altri paesi del mondo e sono confinati in gabbie così piccole da non avere neppure la possibilità di muoversi. Queste creature timide, gentili aspettano terrorizzate che un essere umano li strappi alle loro gabbie afferrandoli per le loro sensibili orecchie o zampe.
Sono uccisi utilizzando i metodi più economici e in modo che la loro pelle rimanga il più possibile intatta. I conigli vengono soffocati, avvelenati, fulminati con la corrente elettrica. Viene loro spaccato il cranio oppure spezzato il collo. Gli esemplari che non muoiono immediatamente vengono scuoiati vivi. E coscienti. Non importa quanto gridino.
Nessuna specie animale dovrebbe essere vittima di questi abusi. Se cercate un modo qualunque per manifestare il vostro dissenso, per dire basta, e per contribuire alla fine dell’olocausto animale, ecco uno dei tanti link presenti sul web. Troverete anche un video, se ve la sentite di guardarlo.





